Wide Euro Web Directory - Regione Sicilia Dialetto

WEW Wide Euro Web Directory

 WEW - Europa - Italia - Sicilia

Diventa Editore - Suggerisci sito 

 

 

Italia - Wide Euro Web Directory - wew.it

Sicilia


Stato: Italia 
Zona: Italia meridionale 
Capoluogo: Palermo 
Superficie: 25.710 km² 
Abitanti: 5.087.000 
Densità: 198 ab./km² 
Province: 

Agrigento, 

Caltanissetta, 

Catania, 

Enna, 

Messina, 

Palermo, 

Ragusa, 

Siracusa, 

Trapani 
Comuni: Elenco dei 390 comuni 
Presidente: Salvatore Cuffaro dal 4.4.05 


Sicilia


WEW Sicilia : Regione

WEW Sicilia : Storia

WEW Sicilia : Folklore

WEW Sicilia : Dialetto

WEW Sicilia : Proverbi

 


Sicilia Dialetto


La conformazione geografica di isola, ha certamente permesso al dialetto siciliano di mantenersi lontano da influenze di confine. Il risultato è una certa omogeneità dei dialetti siciliani, che comunque si distinguono per alcuni tratti fondamentali.
Data la lunga e tortuosa storia della Sicilia, è difficile distinguere tutte le influenze linguistiche subite dalle diverse aree dell'isola, che comunque si può dividere in parte orientale e occidentale.

L'influenza latina nell'isola è stata molto forte, anche se piuttosto lenta e contrastata dalle lotte tra Roma e Cartagine. Lo strato della popolazione che aveva acquisito il latino, comunque, non lo perse mai, neanche con le dominazioni greche ed arabe, ma anzi lo rafforzò con diverse ondate di colonizzazione culturale.

E' così possibile rintracciare, nel siciliano, due diverse ondate di influenza latina. Una più arcaica, basata sul sistema fonetico latino, con le vocali finali pronunciate sempre in maniera chiara (non come negli altri dialetti italiani meridionali), ed una più influenzata da correnti bizantine in cui si distinguono tre nuovi caratteri. Si afferma la metafonia (cambio vocalico), tra Ragusa, Enna e Caltanissetta, per cui le vocali cambiano sotto l'influenza della "u" finale, come in "muortu" diverso dal femminile "morta", e "fierru" al plurale "ferra"; i gruppi consonantici "nd" e "mb" si assimilano in "nn" e "mm", "quannu" per "quando", ma questa innovazione non raggiunge Messina né Catania; e per ultimo, la "d" intervocalica diviene "r", come in "cririri", per "credere", o in "deci" per "dieci", questo elemento si è affermato soprattutto in provincia di Catania.

Anche la dominazione normanna ha lasciato il suo segno, contaminando il siciliano con alcuni elementi gallo-italici. Le tracce di quest'influenza si trovano nelle parole "badagghiari", sbadigliare; "vozzu" per "gozzo"; "dumani" per domani; comuni al siciliano e al toscano e completamente diverse dai corrispettivi calabresi.

Ma le compelsse vicende storiche della regione hanno lasciato tracce anche nel lessico siciliano, in cui è possibile trovare anche parole spagnole, come "criata" per serva; parole orientali, come "sceccu" per asino; francesismi, come "custurieri" per sarto, "racina" per una (fr. raisin).

Il siciliano si distingue quindi per molto vocaboli dalle altre lingue meridionali, ricodiamo, oltre agli esempi già citati, anche "animulu" per arcolaio; "tastari" per assaggiare; "scannari" per ammazzare; "sciaurari" per odorare. E ancora "picca" per poco; "cozzu" per poggio; "agnuni" per cantuccio; "crastu" per montone, etc.

Tra i vocaboli condivisi con la Calabria, troviamo invece "scurzuni" per serpe; "cattibo e cattiva" per vedovo e vedova; "lemmo" per catino.

I dialetti siciliani si possono quindi dividere in tre zone: siciliano occidentale, diviso tra area palermitana, trapanese e agrigentina; siciliano centrale, diviso tra le aree nisseno-ennese, agrigentina orientale e delle Madonie; e siciliano orientale, diviso in area siracusano-catanese, nord orientale, messinese e sud orientale.

Mappa - NetWork - Link - Copyright © 2004-03-09 Tutti i diritti riservati. Aggiornato il: Wednesday 11 March 2009